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Il carnevale afro di Montevideo

05.02.2012 // Cultura

 Img: www.montevideo.com.uy

Ogni paese, quasi ogni città dell’America Latina festeggia il carnevale rifacendosi a tradizioni diverse, suonando musiche e con danze diverse tra loro, che risentono a seconda dei casi più della tradizione indigena o di quella afro della popolazione.

Tutti gli anni, durante il carnevale, Montevideo ritrova la sua quasi scomparsa anima africana. Nella capitale uruguayana, che è stata un importante mercato di smistamento degli schiavi in epoca coloniale, restano ormai pochi sedimenti della loro cultura: tra questi forse il più noto è la festa delle llamadas cioè le “chiamate”, che al suono dei tamburi aprono il carnevale e ne sono la principale attrattiva. Il Desfile de Llamadas (il corteo delle chiamate) è organizzato nei quartieri Sur e Palermo, dove vive ancora oggi la maggior parte della popolazione afro.

Questa usanza è nata durante il periodo coloniale, quando le llamadas si rivolgevano ai negri schiavi affinché si unissero ai festeggiamenti del carnevale, occasione in cui avevano il permesso di suonare pubblicamente i loro ritmi tra cui il candombe, tipico di questa festa. Molti sono i simboli che caratterizzano questo corteo e molti i personaggi tipici, come la mama vieja (la vecchia mamma) e il gramillero, uno stregone che porta yuyos (particolari erbe) per farla innamorare.

Nella grande processione, alla quale si integrano via via moltissime persone, si distinguono le comparsas, gruppi formati da suonatori di tamburo, danzatori e figuranti, che sfilano per le strade interpretando le divinità africane e riempiendole con trascinanti musiche e danze alle quali è veramente molto difficile rimanere indifferenti, senza lasciarsi coinvolgere.

Ogni comparsa è preceduta dal proprio portabandiera, con giganteschi stendardi dai colori che la identificano. Seguono i simboli delle "stelle" e delle "mezzelune", dai signficati religiosi, fatti roteare dai ballerini. I personaggi più amati sono il gramillero, che balla con la sua valigetta piena di erbe magiche roteando intorno alla  mama vieja, cercando di sedurla. Quest'ultima è una negra grassa, con il cappellino e il ventaglio e porta un cesto pieno di dolci.
El escobero è il personaggio che "scopa via" i cattivi influssi che potrebbero arrecare danno alla comparsa.

Il corpo di ballo chiude il gruppo di ogni comparsa al ritmo degli immancabili tamburi: il chico, dalla tonalità di soprano, il repique che è il contralto e il piano, dal suono baritonale.

Vi sono regole che prescrivono il numero minino di tamburi, maschere e ballerini per le comparse che intendono sfilare durante le llamadas. Ma il numero minimo non è un problema da rispettare, tanto è amata la musica: pensate che vi sono comparse che sfilano con settanta tamburi!

Grazie al suo trasvolgente entusiamo per le feste del carnevale, Montevideo è stata eletta nel 2008 dalle altre città capitali "Prima Capitale Iberoamericana del Carnevale", titolo che ha mantenuto per un biennio. Il motivo: avere il carnevale più lungo del mondo e avere mantenute intatte le sue tradizioni carnevalesche da oltre un secolo.
 

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