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I sapori di Curaçao

31.01.2012 // Cultura

tramonto tropicale

Img: www.curacao.com

Il nome di Curaçao, isola caraibica già colonia e parte delle Antille Olandesi e dal 10 ottobre 2010 diventata entità autonoma,  “nazione costitutiva” del Regno dei Paesi Bassi, evoca gesta di pirati (cui è dedicato un museo) e bevute del generoso liquore che porta lo stesso nome.

Un liquore molto conosciuto ed apprezzato, anche se la sua nascita è dovuta a un fallimento: quello della tentata coltivazione di arance, importate dagli spagnoli sull’isola, dove si inselvatichirono producendo un frutto molto sgradevole, ma la cui buccia, essiccata al sole, contiene un olio che, unito a diverse spezie e sottoposto alla dovuta lavorazione, dà il famoso liquore, prodotto in diverse varianti tra cui una golosissima:  con cioccolato, caffè, rum e uva sultanina.  Una vera delizia.

I motivi per visitare Curaçao, che ovviamente condivide con altre isole la bellezza delle spiagge e dello stupendo mare caraibico, non si limitano al buonissimo liquore, ma sono anche di natura storica, culturale e gastronomica.

Sì, anche gastronomica, perché a Curaçao  si  sono insediate molte comunità e ognuna vi ha portato la propria tradizione e le proprie specialità.  Oltre alla cucina tipicamente creola, sull’isola si possono gustare piatti europei, cinesi, coreani, indiani, surinamesi e indonesiani.  Con la frutta e la verdura acquistate al mercato galleggiante, dove i venditori espongono le mercanzie sulle loro imbarcazioni, si possono allestire pranzi interculturali, in cui trovano posto i cibi di molte tradizioni, comprese quella africana e quella ebraica.

A Curaçao infatti  vive da secoli una delle più antiche comunità ebraiche delle Americhe, giunta da Amsterdam nel 1651 per fondare una colonia agricola, la Mikve Israel, la “speranza di Israele”.  Il progetto agricolo fallì per colpa dell’aridità dell’isola, ma la loro comunità divenne alla fine del ‘700  la più grande e la più ricca d’America e oggi è un modello di integrazione nella società in cui vive. Ma non sempre questa integrazione fu possibile.  Il  pavimento della loro sinagoga, infatti,  è ancora oggi ricoperto di sabbia, in ricordo dell’esodo biblico nel deserto ma anche della necessità di quei primi ebrei  giunti sull’isola, di soffocare il suono delle preghiere e dei canti per timore delle pesanti rappresaglie dell’Inquisizione cattolica.

Ma ritorniamo ai piaceri della tavola e andiamo a gustare dei tipici piatti creoli al ristorante del mercato di Punda. Con cosa cominciare? Magari con una saporitissima zuppa di cactus.
Non di un cactus qualunque, ma di kadushi, una specie locale che, dicono gli esperti, va tagliato prima delle sei del pomeriggio.  Non pensate a una zuppa leggera,  nel vostro piatto oltre alla polpa di cactus troverete un pasto completo: sardine precedentemente cotte alla brace, un pezzo di un grosso pesce, il kingfish,  marinato, gamberetti, lumachine di mare, maiale e manzo sotto sale, succo di lime, il dolce  limone caraibico, cipolla, peperoni e, per  finire, del peperoncino per insaporire il tutto. 

Un’altra specialità golosa è la carne di iguana in umido, macerata nel lime e poi cotta con verdure e patate nel latte di cocco e servita con il funchi, una polenta di mais arricchita con burro.

Dopo pranzo niente di meglio che ascoltare un po’ di musica, magari cullati dal dondolio di un’amaca.  Come negli altri paesi dei Caraibi, anche a Curaçao vennero introdotti  molti schiavi africani che , oltre a influenzarne la lingua e la cucina, diedero un contributo fondamentale al repertorio musicale del paese. 

Cliccate sull’audio e ascoltate  Kolowawa caribe Curacao Uhurú!!    Avrete un’idea di quanto possa essere travolgente la musica di questo piccolo, affascinante paese. 

Il nome del brano può risultare difficilissimo. Infatti su quest’isola , dove sulla banchina del porto si allineano  case dalle tipiche facciate nordeuropee e la cui lingua ufficiale è l’olandese, ci si esprime in papiamento, un idioma che è una mescolanza di parole derivate da olandese, inglese, spagnolo e portoghese ; assolutamente incomprensibile per chi non lo conosce.

Ma non spaventatevi. Se volete trascorrere una vacanza a Curaçao troverete moltissime persone che sanno lo spagnolo e l’inglese, rendendo piacevolissimo il vostro soggiorno.

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Paese: Curacao
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